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Fabriano - La terra trema, gente in strada e paura. Scossa M 3.4, la geologa: «Lo sciame proseguirà per circa un anno»

La terra trema, gente in strada e paura - IL RESTO DEL CARLINO

Scossa del 3.4 in Umbria, la geologa: «Lo sciame proseguirà per circa un anno»

– FABRIANO – TORNA il terremoto a due anni di distanza dalle scosse di agosto 2016. Nessun danno di rilievo, almeno secondo le prime verifiche, ma tanta paura ieri pomeriggio alle 16.30 per il sisma di magnitudo 3.4 con epicentro nella località umbra di Costacciaro ad appena 23 chilometri di distanza da Fabriano, seguita da alcune repliche di minore entità. Più di qualcuno è uscito in strada temendo il peggio e cercando conforto nei vicini. Dopo un po’ si è fatto rientro nelle rispettive abitazioni dove non si segnalerebbero danni, stando appunto alle prime ricognizioni, mentre le forze dell’ordine e di soccorso non hanno ricevuto richieste di intervento. A RIFERIRE al Carlino che con ogni probabilità lo sciame sismico durerà ancora piuttosto a lungo è la sismologa del Ingv Concetta Nostro. L’esperta, assieme ai suoi colleghi dell’ente di geofisica e vulcanologia ha analizzato la sequenza cominciata esattamentedue anni fa. Dottoressa Nostro, davvero ci dobbiamo aspettare altri terremoti? «Cominciamo con il dire che l’Italia è sottoposta in modo costante a spinte tettoniche, in particolare nella zona appenninica dove la sismicità è da sempre piuttosto elevata». Ma cosa è emerso in particolare dai vostri studi sul sisma che si protrae ormai da 24 mesi? «Abbiamo effettuato il paragone con il terremoto de L’Aquila 2009, i cui eventi tellurici principali registravano una magnitudo più contenuta rispetto alla sequenza iniziata nel 2016 coinvolgendo in particolare Marche e Umbria. Nel caso del terremoto 2009, i fenomeni sismici sono andati avanti per tre anni». Ci sta dicendo che dobbiamo attenderci altre scosse per i prossimi dodici mesi? «E’ ragionevole pensare che lo sciame sismico possa ancora proseguire. Nessuno può dire per quanto tempo, ma è presumibile che a fronte di un accumulo di energia così consistente, la durata della sequenza non sia inferiore a quello dell’Abruzzo 2009 e forse vada anche oltre». Alessandro Di Marco © RIPRODUZIONE RISERVATA